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Tempio di Vesta

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Il Tempio di Vesta si trova nell'acropoli di Tivoli, è più recente rispetto al Tempio della Sibilla Tiburtina.

La costruzione di questo piccolo tempio risale al sec. I a.C., ed è dunque pressoché contemporaneo a quello romano del Foro boario, è un periptero corinzio del diametro di m. 14,25, rivestito di travertino, a pianta circolare con una cella centrale, che ha una porta e due finestre,  e un ambulacro anulare largo m. 2,78 con soffitto cassettonato.
L'edificio era costituito da 18 colonne corinzie di cui attualmente ne rimangono solo 10, che poggiano su una base attica e presentano 18 scanalature la cui profondità diminuisce man mano che si avvicina al capitello.

Sulle colonne poggiano dei capitelli di stile corinzio-italico, al di sopra dei quali è impostata la trabeazione di travertino, ottimamente decorata a festoni alternati a bucrani. Le pareti della cella sia esterne, che interne sono composte di tanti tasselli di tufo di forma irregolare da Vitruvio nominato Atticum incertum.

Sull'architrave è inciso il nome di Lucio Gellio, figlio di Lucio, come si deduce dall'iscrizione "(curant)E L. GELLIO L. F.", che effettuò il restauro del tempio.

Il culto di Vesta, dea del focolare, veniva affidato alle Vestali, sacerdotesse che avevano il compito di mantenere sempre acceso il fuoco sacro al centro del tempio. La più famosa vestale fu Cossinia, che alla sua morte fu sepolta sulle sponde dell'Aniene oltre l'acropoli 

Il tempio di Vesta è il monumento più conosciuto dell'antica Tibur; nel 1512 fu ritratto dal disegnatore fiammingo Joris Hoefanagel a cui non poteva sfuggire l'assoluta rilevanza di un borgo attestato su un roccioso acrocoro appenninico con al centro una cascata: Joris è di una precisione impeccabile e il paese lo si vede con la sua rocca turrita, i campanili del duomo e delle chiese maggiori. L'incisione fu inserita nel Civitates orbis terrarum di Braun e Hogenberg e da allora Tivoli fu celebre nel mondo. Dieci anni dopo è Hendrich van Cleve che passa di lì e questa volta il suo occhio è centrato sul tempio e sulle strutture ad archi che lo sorreggono.

Nel Medioevo il tempio fu trasformato nella chiesa di S.Maria Rotonda, successivamente fu restituito alla sua primitiva struttura, ma fino agli inizi del '900 erano ancora visibili alcune tracce di tale trasformazione in particolare si intravedeva la figura della Vergine Maria e di due Santi in una piccola nicchia.

Dall’area dei templi, antica acropoli romana, si gode la vista del mirabile paesaggio di Villa Gregoriana e delle cascatelle al di sotto del ponte Gregoriano.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Marzo 2009 23:10 )  

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